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D.M. LL.PP.. 14/02/19923.0.2.2. Resistenza di calcolo Si farà riferimento ai valori ammissibili sadm e tadm della resistenza. Tali valori sono specificati nei punti successivi relativamente alla condizione di carico I. Le tensioni ammissibili per la condizione di carico II sono da assumersi pari a 1,125 sadm e 1.125 tadm 3.0.2.3. Verifiche Sono obbligatorie le verifiche per ambedue le condizioni di carico I e II. Per ciascun elemento resistente devono valutarsi le azioni corrispondenti alle singole cause di sollecitazione, tenendo conto della maggiorazione per eventuali effetti dinamici. Gli sforzi secondari devono essere presi in considerazione quando particolari esigenze di progetto o di esecuzione richiedano disposizioni costruttive inconsuete. I criteri di verifica nei confronti della resistenza e stabilità sono indicati ai punti successivi. E’ comunque obbligatoria la verifica di cui ai punto 3.0.1.3.2. nel caso che eventuali deformazioni impresse diano effetti favorevoli. 3.1. Materiale base 3.1.1. Stati monoassiali 3.1.1.1. Tensioni ammissibili a trazione o compressione per acciaio laminato PROSPETTO 3-I Materiale s ssadm, N/mm2 t £ ££ 40 s ssadm, N/mm2 t > 40 Fe 360 160 140 Fe 430 190 170 Fe 510 240 210 t = spessore in mm 3.1.1.2. Tensioni ammissibili a trazione e a compressione per pezzi di acciaio fuso UNI 3158 (dicembre 1977) Fe G 400: sadm = 120 N/mm2 Fe G 450: sadm = 150 N/mm2 Fe G 520: sadm = 170 N/mm2 3.1.2. Stati pluriassiali Per gli stati piani, i soli per i quali si possono dare valide indicazioni, si deve verificare che risulti sid £sadm essendo nel riferimento generico: 22 2 sid =± sx +sy -sx sy + 3txy e nel riferimento principale: 22 22id =± s1 +s2 -s1 s 2 in particolare per s1 = 0 (per esempio nella sollecitazione di flessione accompagnata da taglio): sid =± sx2 + 3txy2 e nel caso di tensione tangenziale pura: sid = ±t 3 per cui la tensione tangenziale ammissibile vale: tadm = 0,577 sadm 3.1.3. Costanti elastiche Per tutti gli acciai considerati si assumono i seguenti valori delle costanti elastiche: – modulo di elasticità normale E = 206000 N/mm2 – modulo di elasticità tangenziale G = 78400 N/mm2 3.2. Unioni con bulloni Le tensioni ammissibili nei bulloni sono riportate nel prospetto 3-II nel quale sb e tb rappresentano i valori medi delle tensioni nella sezione. La tensione di trazione per i bulloni deve essere valutata mettendo in conto anche gli effetti leva e le eventuali flessioni parassite. Ove non si proceda alle valutazioni dell’effetto leva e di eventuali flessioni parassite, le tensioni di trazione sb devono essere incrementate del 25%. PROSPETTO 3-II Stato di sollecitazione trazione sb taglio tb combinazione di trazione e taglio s s tid b 2 b 22= + pressione sul contorno dei fori srif tensione ammissibile sb,adm = f 1,5 kn (1) tensione ammissibile tb,adm = f 1,5 2 kn × (1) tensione ammissibile sid,adm = f 1,5 kn (1) tensione ammissibile srif ,adm = a d sadm £ 2,5 sadm del materiale base (2) Classe 4.6 5.6 6.6 8.8 10.9 N/mm2 160 200 240 373 467 Classe 4.6 5.6 6.6 8.8 10.9 N/mm2 113 141 170 264 330 (1) fkn è da assumersi pari al minore dei due valori fkn = 0,7 ft, fkn = fy essendo ft ed fy le tensioni di rottura e di snervamento secondo la citata UNI 3740. (2) a e d sono definiti e limitati come al punto 6.2.4. Ai fini del calcolo della sb la sezione resistente è quella della vite; ai fini del calcolo della tb la sezione resistente è quella della vite o quella totale del gambo a seconda che il piano di taglio interessi o non interessi la parte filettata. I bulloni di ogni classe devono essere convenientemente serrati. 3.3.3.3. La tensione tangenziale ammissibile nei chiodi, quale valore medio della tensione nella sezione, vale: tb,adm = 120 N/mm2 Di regola i chiodi non devono essere sollecitati a sforzi di trazione. Nei casi in cui ciò non possa essere evitato la tensione ammissibile a trazione dovrà essere contenuta in sb,adm = 50 N/mm2. Nel caso di combinazione di taglio e trazione, si dovrà verificare che risulti: étb ù 2 ésb ù 2 +£ 1 êúê ú ëtb, adm ûësb, adm û Per la pressione di rifollamento vale quanto indicato per i bulloni. 3.4. Unioni ad attrito con bulloni La forza Ff trasmissibile per attrito da ciascun bullone per ogni piano di contatto tra gli elementi da collegare, è espressa dalla relazione: Ff = 1 N f b n m in cui è da porre: vf coefficiente di sicurezza contro lo slittamento: da assumersi pari a: 1,25 per la condizione di carico I e per la verifica di cui in 3.0.1.3.3., 1,10 per la condizione di carico II; m coefficiente di attrito da assumersi pari a: 0,45 per superfici trattate come indicato al punto 5.10.2.; 0,30 per superfici non particolarmente trattate, e comunque nelle giunzioni effettuate in opera; Nb forza di trazione nel gambo della vite. La pressione convenzionale sulle pareti dei fori non deve superare il valore di 2,5 sadm. In un giunto per attrito i bulloni ad alta resistenza possono trasmettere anche una forza assiale di trazione N. In questo caso, sempreché non concorrano flessioni parassite apprezzabili nel bullone, il valore della forza ancora trasmissibile dal bullone per attrito si riduce a: æ N ö Ff, red = Ff èç 1-ø÷ Nb La forza N nel bullone non può in nessun caso superare il valore 0,8 Nb. I bulloni di ciascuna classe debbono in ogni caso essere serrati con coppia tale da provocare una forza di trazione Nb nel gambo della vite pari a: Nb = 0,8 fy Ares essendo Ares l’area della sezione resistente della vite e fy la tensione di snervamento, su vite, valutate secondo UNI 3740/3a (ottobre 1982). 3.5. Unioni saldate 3.5.1. Giunti testa a testa od a T TT a completa penetrazione Per il calcolo delle tensioni derivanti da trazioni o compressioni normali all’asse della saldatura o da azioni di taglio, deve essere considerata come sezione resistente la sezione longitudinale della saldatura stessa; agli effetti del calcolo essa avrà lunghezza pari a quella intera della saldatura e larghezza pari al minore dei due spessori collegati, misurato in vicinanza della saldatura per i giunti di testa e allo spessore dell’elemento completamente penetrato nel caso di giunti a T (vedere figura 5). Per il calcolo delle tensioni derivanti da trazioni o compressioni parallele all’asse della saldatura, deve essere considerata come sezione resistente quella del pezzo saldato ricavata normalmente all’asse predetto (cioè quella del materiale base più il materiale d’apporto). Per trazioni o compressioni normali all’asse del cordone la tensione nella saldatura non deve superare 0,85 sadm per giunti testa a testa di II classe e sadm per gli altri giunti. Per sollecitazioni composte deve risultare: ì sadm (I classe) sid s s s s t 2 | | 2 | | = ^ + - ^ × + 3 2 £ í î 0,85 sadm (II classe) dove: s^ è la tensione di trazione o compressione normale alla sezione longitudinale della saldatura; sôç è la tensione di trazione o compressione parallela all’asse della saldatura; t è la tensione tangenziale nella sezione longitudinale della saldatura. Fig. 5 3.5.2. Giunti a cordoni d’angolo Si assume come sezione resistente la sezione di gola del cordone, cui si attribuisce larghezza pari all’altezza «a» del triangolo isoscele iscritto nella sezione trasversale del cordone e l’intera lunghezza «l» del cordone stesso, a meno che questo non abbia estremità difettose (fig. 6). Della tensione totale agente sulla sezione di gola, ribaltata su uno dei piani d’attacco, si considerano le componenti: normale s^ (trasversale) o tangenziale t^ (trasversale) e tôç (parallela). Fig. 6 Per la verifica, i valori assoluti delle predette componenti dovranno soddisfare le limitazioni Per la verifica, i valori assoluti delle predette componenti dovranno soddisfare le limitazioni 0,85 sadm per l’acciaio Fe 360 2 22 t^ +s^ +t|| £í î 0,70 sadm per l’acciaio Fe 430 ed Fe 510 ìsadm per l’acciaio Fe 360 t^ + s^ î 0,85 sadm per l’acciaio Fe 430 ed Fe 510 con ovvie semplificazioni quando due soltanto o una sola delle componenti siano diverse da zero. Si ritengono non influenti sul dimensionamento eventuali tensioni normali sôê sulla sezione trasversale del cordone (fig. 6). 3.6. Unioni per contatto È ammesso l’impiego di unioni per contatto nel caso di membrature semplicemente compresse, purché, con adeguata lavorazione meccanica, venga assicurato il combaciamento delle superfici del giunto. La tensione di compressione deve risultare minore o uguale a sadm. In corrispondenza dei giunti ai piani intermedi o delle piastre di base, le colonne degli edifici possono essere collegate per contatto. In ogni caso debbono essere sempre previsti collegamenti chiodati, bullonati o saldati in grado di assicurare una corretta posizione mutua tra le parti da collegare. Le unioni per contatto non debbono distare dagli orizzontamenti di piano più di 1/5 dell’interpiano. Per le altre membrature compresse, i collegamenti debbono non solo assicurare una corretta posizione delle parti da collegare, ma essere anche dimensionati in modo da poter sopportare il 50% delle azioni di calcolo. In ogni caso i collegamenti di cui sopra devono essere proporzionati in modo da sopportare ogni eventuale azione di trazione che si determini sovrapponendo agli effetti delle azioni laterali sulla struttura il 75% degli sforzi di compressione dovuti ai soli carichi permanenti. 3.7. Apparecchi di appoggio fissi o scorrevoli Tutti gli elementi degli apparecchi di appoggio, in particolare le piastre, devono essere proporzionati per gli sforzi, normali, di flessione e taglio, cui sono sottoposti. Se l’apparecchio di appoggio deve consentire le dilatazioni termiche, nel relativo calcolo si assumerà il coefficiente di dilatazione lineare a = 12 × 10-6 °C-1 . Le parti degli apparecchi di appoggio che trasmettono pressioni localizzate per contatto saranno eseguite con acciaio fuso tipo Fe G 520 UNI 3158 (dicembre 1977) o fucinato, oppure mediante saldatura di elementi laminati di acciaio. Le pressioni di contatto, calcolate a mezzo delle formule di Hertz, devono risultare: – per contatto lineare: sl £ 4 sadm – per contatto puntuale: sp £ 5,5 sadm Nel caso in cui la localizzazione della reazione d’appoggio venga ottenuta mediante piastre piane la pressione media di contatto superficiale deve risultare: ss £ 1,35 sadm 3.8. Indebolimento delle sezioni 3.8.l. Unioni a taglio con chiodi o con bulloni Per le verifiche di resistenza il calcolo delle tensioni di trazione si effettua con riferimento all’area netta, detratta cioè l’area dei fori. L’area netta è quella minima corrispondente o alla sezione retta o al profilo spezzato. La verifica a flessione delle travi sarà effettuata in generale tenendo conto del momento d’inerzia della sezione con la detrazione degli eventuali fori. Il calcolo di norma sarà eseguito deducendo dal momento d’inerzia della sezione lorda il momento d’inerzia delle aree dei fori rispetto all’asse baricentrico della stessa sezione lorda. La verifica a flessione delle travi sarà effettuata in generale tenendo conto del momento d’inerzia della sezione con la detrazione degli eventuali fori. Il calcolo di norma sarà eseguito deducendo dal momento d’inerzia della sezione lorda il momento d’inerzia delle aree dei fori rispetto all’asse baricentrico della stessa sezione lorda. 3.8.2. Unioni ad attrito La detrazione dei fori dalla sezione deve essere effettuata solo se il giunto è sollecitato a trazione. La verifica della sezione indebolita si effettua per un carico pari al 60% di quello trasmesso per attrito dai bulloni che hanno l’asse nella sezione stessa, oltre al carico totale trasmesso dai bulloni che precedono. 3.8.3. Verifica dei profilati particolari I profilati tesi ad L o a T collegati su un’ala o a U collegati sull’anima, potranno essere verificati tenendo conto dell’effetto di ridistribuzione plastica delle tensioni dovute alla eventuale eccentricità del collegamento. Ciò può essere fatto assumendo come sezione resistente a trazione una adeguata aliquota della sezione trasversale netta. |
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